Milan, De Zerbi per un nuovo ciclo. Per la Gazzetta ora è davanti a Conte e Allegri

Dopo la scelta del ds, in casa Milan sono giorni importanti anche per l'allenatore che eredità il regno da Conceiçao. Nei giorni scorsi Paratici ha incontrato a Palazzo Parigi, nel centro di Milano, Edoardo Crnjar, procuratore di Roberto De Zerbi. Parliamo, secondo la Gazzetta dello Sport di oggi, del nome preferito tra gli allenatori emergenti con cui costruire un progetto a lunga gittata. Al momento sembra aver superato Conte e Allegri nelle preferenze de Diavolo.
Ha idee di gioco in linea con la storia del Milan e calcisticamente si è formato sui campi di Milanello (da giocatore, fino alle soglie della prima squadra). Le tre avventure all’estero (Shakhtar Donetsk, Brighton e Marsiglia, dove è ora) hanno poi accresciuto il pedigree internazionale di Roberto, che adesso potrebbe aver voglia di rimettersi alla prova in Serie A, finalmente alla guida di una big. Restano da capire - eventualmente - i margini per strapparlo al Marsiglia, club con il quale ha firmato la scorsa estate un contratto triennale e con cui è in corsa per un posto nella prossima Champions League.
Proprio nei giorni scorsi, De Zerbi ha spiegato il proprio modo di vedere il calcio. "Io non vivo per il secondo posto e non vivo neanche per la vittoria. Io voglio riuscire a dare a chi alleno, e sono sempre riuscito, qualcosa che va oltre il risultato. Non mi parli di secondo posto. Non sono venuto qua per il secondo posto, nè per il terzo, il quarto e niente. Sono venuto qua per non vedere l'ora di entrare e giocare in questo stadio e far cadere lo stadio, solo per questo. A soldi in meno, togliendomi i soldi, ma siccome i soldi non mi cambiano la vita, mi cambia la vita sentirmi gratificato tutti i giorni per quello che faccio, allora vado via e lascio i soldi sul banco, dopo che lascio il cuore sul banco, il cervello sul banco, tutto sul banco. I giocatori sono tutti bravi persone, io metto la mano sul fuoco su tutti i miei giocatori, su tutti. Se non riesco a tirargli fuori quello probabilmente è mia colpa, è mia responsabilità".

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